Fuori fa freddissimo e allora accendo il forno, taglio le carote e le spennello con l'olio e lo sciroppo d'acero, mi faccio riscaldare dall'arancio acceso e dal calore che esce dallo sportello socchiuso dopo averle sfornate.
Posts by Chiara Reali
Esco a fare due passi, devo prendere il tabacco, recuperare dei pomodori secchi perché li ho finiti e però in questi giorni non vorrei mangiare altro. All'incrocio – devo attraversare la strada – guardo a sinistra e vedo le montagne innevate che sembrano in fondo alla via.
Milano quando ci vado adesso sembra quasi che lo sappia e si fa bella per l'occasione, tipo che ieri mi ha accolta con un cielo limpidissimo e qualche nuvola e un tramonto. Milano mi fa love bombing dopo avermi mandata via, ma non ci casco.
Oggi vado a Milano per una cosa di lavoro ed è qualche mese che non vedo Milano, e tra l'altro nel frattempo mi sono innamorata di Torino e mi chiedo che effetto mi farà.
Col naso appiccicato alla finestra ad aspettare la neve – ma arriva? Quando arriva? – combattendo la vocina interiore che mi sgrida perché lascio gli aloni sul vetro. Anzi, quasi quasi adesso faccio una faccina che sorride, un cuore, una stellina.
Una cosa che mi viene molto difficile è ricominciare a fare le cose – cominciare è difficile, ma ricominciare, forse, ancora di più. Che poi il trucco di solito è fare, anche male, ma fare. E allora proviamo così.
Ma quindi ci riproviamo? Dai che cinguettare un po' mi manca!
(Oh, sì, per forza ♥️)
(ma anche tu ti senti come se ti stesse un po' respingendo, cacciando via? non riesco a scrollarmi questa sensazione di dosso)(abbraccio anche a te)
Domani saluto Milano e non avrei mai voluto, domani saluto il basilico, questa casa, questa via, il negozio all'angolo dove vado a fare la spesa, il bar dove faccio colazione con G., la panchina dove ho pianto, tutti i posti in cui non sono mai riuscita ad andare, tutti quelli che so a memoria.
Domani saluto Milano e quel basilico, che mi era sembrato una cosa di speranza, non me lo posso mica portare dietro. Lo stavo scrivendo a E., e le stavo scrivendo che Milano si stava facendo brutta e ostile ma quando sono uscita sul balcone per fotografarlo mi sono accorta che stava uscendo il sole.
Domani saluto Milano. Due anni fa ho piantato in un vaso basilico, salvia, rosmarino. Durante l'inverno sono morti, e i loro scheletri sono rimasti lì, del colore della ruggine.
Quest'estate sono spuntate due piantine di basilico. Le ho curate e sono ancora rigogliose.
Domani saluto Milano. Se fossi rimasta, forse avrei finito per odiarla, e invece da domani la guarderò da lontano e chissà, forse finirò per dimenticare i motivi per cui non andiamo più tanto d'accordo. E tornerò e ogni volta ci sarà qualcosa di diverso, e smetteremo di cambiare insieme.
Domani saluto Milano. Negli anni l'ho conquistata a suon di camminate di chilometri e chilometri, ne ho esplorato androni e anfratti, senza mai dimenticare di alzare lo sguardo; o forse dovrei dire, mi ha conquistata, ma la amavo già prima di conoscerla.
Domani saluto Milano. La prima volta ci sono venuta in gita in seconda elementare, e mi sono innamorata dei diorami del Museo di storia naturale. Avrei voluto salutare anche loro, prima di partire, ma mi sa che non sono capace di salutare, e così ogni addio (o arrivederci) è sempre un po' una fuga.
Domani saluto Milano. Milano così faticosa che ci sono arrivata all'inizio del 2012 (ho dovuto cercare perché mi dimentico sempre) e saranno cinque anni che quando mi chiedono, da quanto sei a Milano? Rispondo, boh, una decina d'anni. Milano che mi fa contare gli anni come i cani.