La bella vita di Theo.
Posts by Maurizio Scaltriti
Io non avrei resistito, gli avrei almeno dato la mano.
Vuoi per motivi economici, o di salute, o altro. Le mie e quelle dei miei “colleghi” sono scelte. Che si possono rivelare giuste o sbagliate, ma che comunque nessuno le ha imposte. E la possibilitá di poter fare scelte è una fortuna enorme, un privilegio. Teniamolo a mente. Fine.
Quando passavo per momenti difficili mi dicevo sempre che non me lo aveva ordinato il medico e se che se ero lí è perché avevo fatto, appunto, una scelta. I sacifici sono altri, I sacrifici sono quelli fatti da persone che non si possono permettere di fare scelte.
È una differenza enorme nel modo di vivere la fatica, nel suo caso, i cambiamenti, la paura, la solitudine, nel mio. Non c’è privazione, c’è priorità, che a volte sfiora il cinismo. Quando una cosa è davvero importante, il resto si sposta da solo, senza che tu debba soffrirci troppo sopra.
Scelte. Non ho usato a caso questa parola. Infatti Jury non li ha mai chiamati sacrifici ma scelte. Per lui non era rinunciare a qualcosa ma era la scelta di fare l’atleta professionista con tutto sé stesso, quindi le altre cose sono finite in secondo piano.
Era la seguente: quanti e quali sacrifici hai dovuto fare per arrivare a quel punto di eccellenza? Io ovviamente non allaccio nemmeno le scarpe a Jury Chechi. Ma per arrivare dove sono arrivato ho comunque dovuto fare scelte precise, a volte con conseguenze dolorose.
Quella era veramente la marcia in più che aveva lui, la apparente facilitá nel fare cose difficili, l’eccellenza, appunto. E ascoltando questa intervista mi sono ritrovato, ovviamente con tutte le dovute proporzioni, in una domanda che, a detta sua, gli fanno spesso.
Mi è capitato di ascoltare un’intervista a Jury Chechi. Premetto che per me Chechi è un esempio di eccellenza, ma non tanto perché era il migliore al mondo agli anelli, ma perché mentre faceva gli esercizi guardava il pubblico da destra a sinistra sorridendo.
Il mio “mai chemio” era per sottolineare che in base alle caratteristiche molecolari del tumori si è riusciti a dare solo terapie mirate. La chemio è in molti casi molto utile e necessaria, ma ovviamente non scevra da effetti collaterali.
Tra RE e S Orsola Bologna.
Si
Ho parlato di Andrea nel mio libro. Diagnosticato con un tumore gastrointestinale nel 2012 diventato metastatico nel 2016. Diverse terapie
mirate basate sulle caratteristiche molecolari e genetiche del tumore. Mai chemio. Oggi, 10 anni dopo, festeggia il suo 52mo compleanno.
No. Vuole mangiare solo crocchini.
Inadeguatezza, incompetenza, sprezzo per il ridicolo, sdoganamento di ignoranza e malafede. Bugie pericolose. Speriamo passi presto questo momento storico vergognoso.
In casa, con il minimo sindacale.
Prendendo per mano ogni paziente ma mantenendo comunque la mia imparzialità nei confronti di terapie specifiche o test diagnostici particolari. C’è un problema: avrei voglia di scriverlo, ma ho pochissimo tempo. Voi cosa ne dite? Me la mandereste la vostra storia?
Storie di pazienti che ovviamente acconsentirebbero a questo esercizio, in forma anonima. Raccontando il percorso e difficoltà superate che potrebbero essere d’esempio a futuri pazienti. Curando però anche l’aspetto umano della cosa.
Mini-thread. Ho un’idea per il secondo libro. Raccontare, sia dal punto di vista scientifico che di quello umano, esperienze di pazienti oncologici che ce l’hanno fatta o che ce la stanno facendo. Essenzialmente per dimostrare che non sono un’eccezione e sono sempre di più.
Si inizia.
Nel frattempo in Maryland.
Starò in Italia 46 ore. Durante le quali avrò passerò una giornata all’Istituto Tumori, cenerò due ristoranti milanesi (Ratanà stasera e Oca Giuliva domani), e passerò per Correggio per il migliore dei ristoranti. E ovviamente per 12Kg di Parmigiano e 4 aceti speciali.
Come vai in Italia 3 giorni??
Arrivata la primavera.
Oggi è la giornata mondiale dell’omeopatia. Giorno perfetto per ricordare che non serve assolutamente a nulla. Ed è molto pericolosa perché ci sono sprovveduti che pensano di poter sostituire il metodo scientifico con scorciatoie facili.
6 anni fa, al Memorial Sloan Kettering di New York, Srushti era una technician e Eneda una postdoc. Oggi Srushti è diventata dottore di ricerca nel laboratorio di Eneda, ora Professoressa alla John Hopkins.
Permettetemi un attimo di orgoglio personal (e una lacrimuccia).
Aggiornamento.
Oggi non mi fa lavorare.
Io lo compro ancora a Mandrio di Correggio.
Forse non tutti sanno che il Parmigiano Reggiano è stato uno dei primi alimenti naturali italiani andati nello spazio. Ci si pose persino il problema di come grattugiarlo a gravità zero.