suggerisce una logica di amplificazione che premia affinità valoriale, polarizzazione e perfetta sintonia tra contenuto, piattaforma e proprietario.
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Posts by inOltre
Palantir, Musk e quell’affinità che vale milioni di visualizzazioni 🖊️ L’articolo di Franz Russo
Il manifesto ideologico di Palantir esplode su X e resta marginale su LinkedIn. Il divario non riguarda solo i numeri:
Non è una provocazione intellettuale. Palantir è già dentro i sistemi di difesa, le amministrazioni pubbliche, la sanità. L’infrastruttura esiste. Il progetto anche.
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che delineano una visione tecno-nazionalista dell’Occidente. I riferimenti sono precisi: Platone, che affida il governo a chi sa; Roma, con la sua logica imperiale; il Futurismo, con il suo impulso a demolire il presente.
Platone, Roma e Futurismo: il Manifesto della Repubblica Tecnologica e a chi stiamo affidando la nostra Difesa 🖊️ L’articolo di Alessandra Libutti
Il 18 aprile Alex Karp ha pubblicato su X il manifesto della “Repubblica Tecnologica”: 22 punti estratti dal suo libro scritto con Nicholas Zamiska
da Stanford 1962 alle aule elementari italiane, passando per Robert Hughes, Jannik Sinner e i campus occidentali, un’analisi del meccanismo che trasforma il merito in sospetto e l’eccellenza in provocazione.
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Se la dittatura del politically correct colpisce anche Jannik Sinner 🖊️ L’articolo di Alessandro Tedesco
Il pensiero politicamente corretto e la sua deriva woke come forma di bigottismo progressista:
Con uno sguardo sull’Europa e una domanda aperta: quale Occidente vale davvero la pena difendere?
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analizzando il cortocircuito tra politica e religione nell’America di Trump. Un fenomeno che sequestra il Vangelo per farne bandiera partitica, trasforma l’avversario politico in nemico escatologico e alimenta il complottismo.
🎙️ Spin-off: il podcast di InOltre | Ep.9 La fede sequestrata: Trump, Maga e il Vangelo patriottico | Raffaele Magaldi e Alfonso Lanzieri
La deriva messianica del trumpismo, il nodo irrisolto dell’immigrazione e la sfida al liberalismo: Raffaele Magaldi ne ha parlato con Alfonso Lanzieri,
è Donald Trump, il grande ispiratore, ad aver messo in crisi i suoi epigoni europei.
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abbandonato dagli alleati di governo e incapace di riempire una delle piazze più simboliche d’Italia. Sullo sfondo, un dato politico che nessuno vuole ammettere apertamente:
Salvini, la piazza vuota e il conto (salato) di Trump ai sovranisti 🖊️ L’articolo di Filippo Piperno
Il Remigration Summit di Milano doveva essere la riscossa identitaria della Lega e dell’internazionale sovranista europea. È diventato invece la fotografia impietosa di un movimento in affanno,
ucciso o licenziato medici e infermieri che cercavano di proteggerli. I casi documentati da un report del NUFDI e da inchieste di “Iran International” e “Wall Street Journal” rivelano un pattern sistematico di violazione delle strutture sanitarie, denunciato anche dall’OMS.
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Gli attacchi del regime iraniano contro medici e ospedali 🖊️ L’articolo di Nathan Greppi
Durante le proteste in Iran seguite all’autunno 2025, le forze di sicurezza del regime della Repubblica Islamica hanno condotto raid armati negli ospedali, sparato o arrestato manifestanti feriti nei reparti,
Un filo comune: la crisi delle narrazioni politiche e simboliche, tra propaganda, religione e legittimità del potere. Buona lettura.
Il meglio della settimana dall’11 al 18 aprile 🖊️ Gli articoli
Il meglio della settimana di InOltre parte dalla parabola di Viktor Orbán, tra Soros e Putin, attraversa la manipolazione delle immagini mediatiche, per approdare allo scontro tra trumpismo e Chiesa.
Costruisce reti di interdipendenza, esercita pressioni silenziose, opera attraverso canali indiretti come il Pakistan. Hormuz è una vulnerabilità strutturale che Pechino non può eliminare ma sa gestire.
La postura del Dragone: la Cina tra Iran, Golfo e Stati Uniti 🖊️ L’articolo di Donatello D’Andrea
La Cina si muove nella crisi tra Stati Uniti e Iran seguendo una logica propria: non impone, non si ritrae, non sceglie tra Teheran e il Golfo.
Ma il problema non è solo UNIFIL: è un’ONU in cui l’Iran siede nelle commissioni sui diritti umani e sui diritti delle donne. Un fallimento strutturale, non accidentale.
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Quarantasette anni di presenza, oltre 326 vittime tra i caschi blu, 500 milioni di dollari l’anno. Hezbollah ha riarmato indisturbato, il mandato è rimasto lettera morta.
UNIFIL: quarantasette anni di mandato tradito 🖊️ L’articolo di Filippo Piperno
Dalla morte di un sergente francese in Libano una domanda che la diplomazia internazionale evita da decenni: a cosa serve davvero UNIFIL?
un viaggio nell’esperienza più radicale dell’inquietudine umana, dove il tormento interiore si fa visione e linguaggio assoluto.
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L’angoscia dispotica di Charles Baudelaire 🖊️ L’articolo di Michele Magno
Dalla distinzione linguistica tra ansia e angoscia alle riflessioni di Freud, Heidegger e Kierkegaard, fino alla sintesi poetica di Baudelaire:
Tra libertà e disordine, euforia e crisi, nasce un’estetica che abbandona l’eleganza per inseguire l’eccesso: il colore, la plastica, il metallo e l’illusione di un futuro che sembrava non dover finire mai.
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La zampa d’elefante o dell’anatomia degli anni ’70 🖊️ L’articolo di Stefano Piperno
Un decennio febbrile e contraddittorio, in cui la moda smarrisce la misura e si fa specchio di una società in piena metamorfosi.
L’Iran punta su interdizione credibile e arsenali diversificati per moltiplicare l’instabilità. Bonificare è lento e costoso: la guerra qui è prima di tutto economica.
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