La rivoluzione digitale in agricoltura avanza anche in Italia. Il Piano nazionale di ripresa e resilienza ha stanziato 750 milioni di euro per iniziative in materia e tra queste, anche un progetto per digitalizzare i geni di tutte le varietà di grano duro del pianeta: Pangenoma
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È uscita una nuova puntata di Digest e Francesca Cicculli ci parla di riti e rituali; di superstizioni e di cose da non dimenticare per ingraziarci l’universo; di ciò che inspiegabilmente ci fa sentire ancora una comunità.
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Resta da capire quale sarà il futuro nel post-Pnrr. Se pure si troveranno nuove risorse, queste andranno ad alimentare iniziative di democrazia energetica o scivoleranno nel binario degli aiuti alle imprese?
Le piccole Cer incontrano forti difficoltà amministrative e cresce il rischio che il modello favorisca i territori già dotati di capitale, in linea con le criticità della direttiva sulla povertà energetica. A questo si aggiunge il taglio dei fondi Pnrr
Nel frattempo le grandi aziende dell’energia, escluse per legge dal poter essere socie di una Cer, hanno trovato un modo di rientrare dalla finestra nello schema: si offrono come “service provider” in grado di affrontare la complessità della gestione di queste comunità
Fino a pochi mesi dalla scadenza del bando Pnrr, i report sulle comunità energetiche indicavano numeri molto bassi. Le domande hanno registrato un’impennata e ad oggi prevederebbero un’installazione di potenza elettrica di circa il doppio del target iniziale. Solo che ora non ci sono più fondi.
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Fuori ora una nuova puntata di #Newsroom, il nostro podcast settimanale.
Ep 83 - Sudan, la guerra ignorata e le rotte verso la Libia
Un conflitto poco raccontato tra crisi umanitaria, interessi internazionali e politiche migratorie europee che intrappolano chi fugge
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Manfred Gruber, l' ex direttore commerciale della società italiana, si è dichiarato colpevole dell'esportazione illegale di munizioni statunitensi verso la Russia per un valore di 540mila dollari.
Da Pistaroli, la selezione delle migliori inchieste sull’Italia:
“Italian arms dealer arrested in the U.S. pleads guilty to illegally exporting American ammunition to Russia”. Il The Insider scrive di Bignami Spa
Un’inchiesta del 31 marzo di The Insider, “Kremlin hotline: Hungary colluded with Russia to delist sanctioned oligarchs, companies and banks”, offre uno spaccato di quanto solido sia il fronte anti-Ue nel Paese europeo
lI @financialtimes.com in un’inchiesta “Kremlin backs covert campaign to keep Viktor Orbán in power” parla di ulteriori dettagli sulla campagna di disinformazione russa in Ungheria.
@vsquare.bsky.social , collettivo di giornalismo investigativo, a marzo rivela un piano del Cremlino per interferire nelle elezioni parlamentari ungheresi, con l’obiettivo di favorire Viktor Orbán. L’operazione sarebbe riconducibile a Sergei Kiriyenko, vice capo di gabinetto di Vladimir Putin.
Lorenzo Bodrero ci racconta fino a dove si spinge l’alleanza tra Russia e Ungheria e quali sono le strategie messe in atto da Mosca per prevenire un cambio di governo che la priverebbe del proprio cavallo di Troia in Europa.
Oggi è uscito un nuovo numero di #Muckrakers, la newsletter di rassegna stampa del giornalismo d’inchiesta internazionale.
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Tripoli è una città di partenze per l’Europa, ma Fatima non vorrebbe prendere il mare. I morti nel Mediterraneo nei primi tre mesi del 2026 sono già pari alla metà dell’intero 2025
Nemmeno a Tripoli Fatima è riuscita a ottenere la carta del rifugiato, così, dato che la situazione diventava più pericolosa, si è spostata a Zawiya
L’Oim, che solitamente si occupa degli aspetti logistici e legali dei rimpatri volontari, è però contraria a farli con i sudanesi (sono fermi dal 2023). L’atteggiamento dell’agenzia Onu è ritenuto dall’ambasciatore Ue in Libia «ideologico», mostrano documenti riservati ottenuti da IrpiMedia
In Tripolitania, le autorità libiche (riconosciute dall’Onu) chiedono soldi non solo per gestire le frontiere ma anche per i rimpatri volontari assistiti, anche dei sudanesi
Haftar, al potere nell’area, minaccia l’Ue con l’arma dei migranti per ottenere finanziamenti sul controllo delle frontiere, come dimostrano email interne trovate nei #MedSeaLeaks
Dopo otto anni, l’Unhcr in Egitto non ha mai rilasciato, a Fatima, un permesso da rifugiata e in Cirenaica ha subito diversi arresti.
In Libia, porta d’ingresso per l’Europa, le due entità che dal 2014 si dividono il potere politico-militare usano i profughi sudanesi per perseguire obiettivi diversi con l’Ue
Bruxelles finanzia l’intervento umanitario, ma gli aiuti non bastano e si teme un “rischio Siria”, cioè un grande afflusso di richiedenti asilo.
Tripoli è una città di partenze per l’Europa, ma Fatima non vorrebbe prendere il mare. I morti nel Mediterraneo nei primi tre mesi del 2026 sono già pari alla metà dell’intero 2025
Nemmeno a Tripoli Fatima è riuscita a ottenere la carta del rifugiato, così, dato che la situazione diventava più pericolosa, si è spostata a Zawiya.
L’Oim, che solitamente si occupa degli aspetti logistici e legali dei rimpatri volontari, è però contraria a farli con i sudanesi (sono fermi dal 2023). L’atteggiamento dell’agenzia Onu è ritenuto dall’ambasciatore Ue in Libia «ideologico», mostrano documenti riservati ottenuti da IrpiMedia
In Tripolitania, le autorità libiche (riconosciute dall’Onu) chiedono soldi non solo per gestire le frontiere ma anche per i rimpatri volontari assistiti, anche dei sudanesi.
Haftar, al potere nell’area, minaccia l’Ue con l’arma dei migranti per ottenere finanziamenti sul controllo delle frontiere, come dimostrano email interne trovate nei #MedSeaLeaks
Dopo otto anni, l’Unhcr in Egitto non ha mai rilasciato, a Fatima, un permesso da rifugiata e in Cirenaica ha subito diversi arresti.
Fatima ha lasciato il Sudan nel 2015 per fuggire in Egitto. Qui ha perso due figli, mentre altri due sono stati espulsi dalla polizia di Tobruk, in Libia orientale.
Il 15 aprile 2026, terzo anniversario dello scoppio della guerra in Sudan, a Berlino la comunità internazionale dovrà decidere come affrontare la peggiore crisi umanitaria oggi in corso con oltre 13 milioni gli sfollati.