Posts by Alfonso Lanzieri
Il tempo difficile in cui viviamo può condurre all'assuefazione cinica o alla fuga irenica. Farsi carico della realtà, senza scorciatoie, significa invece "essere responsabili". Cerco di dirlo lasciandomi guidare da un intercessore: Dietrich Bonhoeffer. In uscita. Disponibile online.
Grazie per la lettura
Habermas e l’ultima domanda della modernità: possiamo ancora capirci? 🖊️ L’articolo di Alfonso Lanzieri
Il 14 marzo scorso, a novantasei anni, si è spento a Starnberg, in Baviera, il filosofo tedesco Jurgen Habermas. Con lui scompare una delle grandi architetture teoriche del Novecento europeo.
Grazie infinite a te per la paziente lettura
La piazza che caccia gli iraniani è una fotografia tragicomica del nostro stato: a destra c'è intolleranza verso i migranti economici, a sinistra verso i migranti politici. Due sovranismi.
Un sondaggio Ipsos mostra che il 31% dei giovani uomini della Gen Z pensa che una moglie debba obbedire al marito e il 33% che l’ultima parola in famiglia spetti all’uomo. I giovanissimi sembrano più gerarchici dei loro padri. Come mai? Forse c'entra quello che chiamo "progressismo ortopedico".
Una contraddizione: chi è sempre pronto a fare le pulci all’Occidente — denunciando le nefandezze storiche celate dietro la facciata di una civiltà che si penserebbe come "faro morale" — tende a mordere il freno proprio su uno dei prodotti più vergognosi di questa oscura biografia.
Un riflesso ideologico che, tra Iran, Ucraina e Gaza, tende a leggere i conflitti con categorie automatiche e antioccidentali, fino al paradosso di accusare i militari di “militarizzare il sapere” mentre il dogmatismo domina il dibattito accademico.
Alfonso Lanzieri su InOltre.
A tutti gli amici: non state in pensiero per me, non sono a Dubai.
Chi ha ignorato la mattanza di ragazzi compiuta dal regime iraniano, ma stamattina improvvisamente si interessa a ciò che succede a Teheran perché USA-Israele hanno attaccato, non è preoccupato per la pace mondiale ma insegue solo i propri riflessi ideologici.
Un referendum per separare le carriere dei conduttori dei nostri talk show politici e quelle dei putiniani.
In Germania la Linke si è spaccata a causa della guerra, con i fuoriusciti BSW putiniani. Anche SPD, i socialdemocratici, hanno delle fratture interne. I Verdi tedeschi invece subito pro Ucraina e estremamente critici nei confronti del governo russo. La Russia divide la sx anche in Germania.
Per storia e convinzioni personale, ho sempre considerato il PD, nonostante tutto, un riferimento elettorale "naturale". Da quando è iniziata l'invasione dell'Ucraina, il legame si è rotto irrimediabilmente: Schlein che non va a Kyiv neppure in questo quarto anniversario sintetizza tutto.
Nel nuovo numero di "Rivista internazionale di filosofia e psicologia" c'è un mio articolo "Henri Bergson and philosophy as conceptual design: Towards a digital ontoethics".
In dialogo con Luciano Floridi, in compagnia di Henri Bergson.
rifp.it/ojs/index.php/…
Prosegue il mio viaggio negli inizi della storia di Epstein.
In questa parte, esploro come il suo destino e quello dei Maxwell si incrociarono durante il tramonto dell’impero sovietico e di quello del Mirror Group.
Ha introdotto e radicato il razionalismo critico, difendendo la fallibilità della conoscenza, il valore della confutazione e l’ideale della società aperta. Una lezione contro i dogmi e contro ogni pretesa totalizzante, a difesa del pluralismo e della libertà della persona.
Di Alfonso Lanzieri
🧵 Come la Russia recluta giovani online per la guerra ibrida contro l’Europa
www.valigiablu.it/guerra-ibrid...
La matematica della guerra e del logoramento:
Perché la Russia sta finendo il tempo.
di Alex Orlowski
Esiste un metodo brutale ma infallibile per capire se una guerra è ferma, al di là dei proclami patriottici: smettere di ascoltare i generali e iniziare a guardare i numeri. (1/21)
Una parte della sinistra italiana affronta il referendum sulla separazione delle carriere come una prova identitaria più che come un confronto politico. Il conflitto viene costruito in chiave morale e simbolica, trasformando il dissenso interno in colpa e il pluralismo in minaccia.
Una parte della sinistra italiana affronta il referendum giustizia come una prova identitaria più che come un confronto politico. Questa postura affonda le sue radici nel trauma berlingueriano di una sinistra “moralmente pronta ma storicamente impedita”.
www.inoltrenews.it/se-per-la-si...
Hitler
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