Quanto mi piacciono le persone tanto affettuose.
Posts by Qualcuno che fu
Ho scritto su insta hahah
Fatto gli auguri ad un’ex amica delle superiori.
Ha risposto? No.
Mi fa morire che mi chiamava pure a mezzanotte per parlarmi dei problemi con i ragazzi.
Mi sento decisamente stanco.
Respira bambino mio, puoi ancora fare tutto. Potrai fare tutto vedrai.
Perché quando stai scappando da tutta una vita da qualcosa ti salva solo sapere che davanti a te hai un posto sicuro in cui presto ti rifugerai.
Invece, così, è come stare in un limbo.
Pensavo di sapere quale sarebbe stato il mio futuro: innamorarmi di uomo, andare a convivere, sposarci, e poi magari adottare tanti bambini.
Magari comprare addirittura un castello.
Invece…invece non lo so più. Vedo un futuro incerto, nero e la cosa mi spaventa.
Avrei tanto voluto sapermi conformare. Adattare alle regole del mondo. Fare quello normale.
Anche in una forma più semplice.
Già mi sentivo strano in quanto figlio di stranieri.
Poi straniero in famiglia perché gay.
Perché vestivo strano.
Tutto chiede salvezza.
Salvami. Salvami. Salvami.
Mal di testa. Sento come se mi stessero prendo a pugni al lati della testa, sopra le orecchie.
Bambino mio, sopravviverai?
Ho paura, sono solo.
Morire sarebbe così terribile del resto? Cosa mi resta? Perché sto vivendo? Per cosa dovrei vivere? Che prospettive ho sinceramente?
Se mi lasciassi davvero morire di fame, quanto servirebbe?
Cosa mi mancherebbe di questa vita?
A cosa sono affezionato? Cosa rende questa vita la mia vita?
E se non dovessi farcela cosa succederebbe? Nel peggiore dei casi? Peggiore dei casi scoprono che sono gay e mi cacciano di casa o non so, cosa potrebbero fare? Picchiarmi? Mi picchierebbero? Mi direbbero di rinnegarmi, mi direbbero di cambiare e mi umilierebbero, e io questo non posso accettarlo.
Finire all’inferno? Ci finirei comunque in quanto gay.
Calma. Calmati. Va tutto bene. Va tutto bene. Non vedo spazi in cui esistere. Un posto tranquillo e protetto. Tutto è un misto di ansia e agitazione.
Volevo un castello, un castello tutto per me. Un posto in cui riposare tranquillo.
Solo che non so come ci si libera.
Forse basterebbe che i miei genitori dicessero “vogliamo la tua felicità, ti proteggeremo noi, non devi preoccuparti di cosa diranno i tuoi zii o i tuoi cugini”.
No, non sopravviverò. Non sopravviverò a tutto questo. Dovrei lasciarmi morire di fame.
Non ho saputo creare una rete sociale abbastanza forte. Affidabile.
Una su cui cadere.
Perché gli altri mi facevano pesare il mio dolore. Vorrei dormire.
Ora vorrei dormire e sentirmi al sicuro ma non posso. Devo studiare. Con quale testa studio?
Mi sento agitato. Come un animale nella trappola.
Per spiegarmi. E se mi tradissi? E se crollassi? Il fatto che io non possa rilassarmi. Il fatto di dover controllare tutto, ogni emozione, tenere tutto dentro e stare attento, perché se scoppi è la fine.
Respiri profondi. Respiri profondi.
Però io non so come gestire questa sofferenza. Non so cosa farne.
Ora dovrò andare contro tutti. Nob sono economicamente indipendente. Non so quanto ci metterò a finire l’università, iniziare un lavoro e trovarmi casa da solo.
Ora che tutto si fa così serio.
Io non so se avrò le risposte pronte.
Tra due giorni ho un esame. Non riesco a studiare nulla di nulla.
La cosa brutta della sofferenza è che ti senti un peso per le persone che ti circondano. E tu non vorresti mai essere un peso. Preferiresti essere stimato piuttosto che generare compassione.
❤️
Un respiro profondo come il mare.
Sopravvivi bambino, qualcuno verrà in tuo aiuto.
Non dovrai affrontare tutto da solo.
Non so da dove prendere energie per esserlo, mi sento del tutto prosciugato
25 anni di figlio obbediente. Niente fumo, niente droghe, niente discoteche, mai uscito senza avvisare, mai uscito troppo, sempre stato bravo a scuola, tranquillo ma comunque non basta per non farsi etichettare come “cattivo/viziato”.
Non tutti i genitori amano incondizionatamente.
Per alcuni le condizioni sono obbedienza e il ripercorrere la strada che vogliono loro.
Come se tu fossi al pari di una bambola o un giocattolo.
Sarò onesto quando dico che tornano i pensieri di farmi male in qualche modo per porre fine a tutto.
Mio fratello di 29 anni si è fidanzato ufficialmente oggi e nemmeno mezz’ora dopo mia madre già chiedeva a me di un eventuale ragazza.
E al mio “non voglio sposarmi”…
Non riesco nemmeno a dirlo.
Cercando di sopravvivere a un mondo che ci rema contro.
A genitori che non vogliono accettare il fatto che loro figlio sia “diverso”.
E…se nemmeno la mia famiglia mi accetta come posso pretendere che altri lo faranno? Che altri mi ameranno?
Cosa resta di me se il mondo mi dimentica?
Se per stare a galla devo fare tutta questa fatica.
Le cose facciamo per sentirci amati.
È un circolo vizioso in cui tu sembri uno disperato cha ha bisogno d’amore. Gli altri si spaventano, si allontano, e il tuo bisogno diventa più grande.
Ci si può sentire poco desiderati anche da qualcuno con cui effettivamente hai dei rapporti?
Me lo hai scritto anche in privato, peccato che poi sparisci sempre appena si voglia chiacchierare.