SETTE ANNI NEL BUCO NERO
Sul Foglio del weekend l’ex senatore Stefano Esposito racconta il suo calvario giudiziario, tra accuse infondate, intercettazioni illegali, gogna e sofferenze umane: “Il magistrato che sbaglia deve pagare”. La rinascita nel nome di Bruce Springsteen
Posts by Ermes Antonucci
Su questo, hanno stabilito i giudici, la responsabilità penale di Davigo è irrevocabile: i verbali erano segreti e fu un reato farseli consegnare. La Cassazione ha invece annullato con rinvio la parte della sentenza d’appello che riguarda la rivelazione a terzi dei verbali.
La condanna definitiva riguarda il reato di violazione di segreto commesso in concorso con il pm milanese Storari, che nel marzo 2020 fu convinto proprio da Davigo a consegnare a quest’ultimo i verbali secretati degli interrogatori resi da Amara.
La Cassazione ha infatti confermato una parte della condanna emessa nei confronti di Davigo in primo grado e in appello per rivelazione di segreto nella vicenda dei verbali di Piero Amara sulla presunta loggia Ungheria.
Da ieri Davigo è ufficialmente un pregiudicato, termine che per decenni l’ex pm di Mani pulite ha usato come clava nella sua opera di moralizzazione della classe politica italiana
“Il mondo no vax non esiste!”, “no vax non significa niente!”… alcuni commenti sotto i video di Bove ⬇️
Nel 1997 Casto, all’epoca pm a Sala Consilina, venne punito dal Csm con la sanzione dell’ammonimento per aver esercitato, nel corso di un’indagine, indebite pressioni su numerose persone informate sui fatti, allo scopo di indurli a rendere dichiarazioni utili ai fini accusatori.
Insomma, pur di affermare la propria tesi accusatoria a danno di specifici indagati, il pm Casto è arrivato a contorcere le imputazioni e il significato stesso delle prove raccolte. Chissà se il Consiglio superiore della magistratura deciderà di valutare la vicenda. Non si sarebbe la prima volta:
“in questo processo, non solo sono state ‘scelte’ persone da non imputare per gli stessi fatti addebitati ad altri, ma si è costruita un’accusa portando avanti, in modo ossessivo, una tesi giuridica sconfessata dai giudici amministrativi e, perfino, alterando la struttura di alcune imputazioni”.
Il gup ha rintracciato nell’attività di Raffaele Casto “un atteggiamento pregiudizialmente accusatorio, autoreferenziale e privo di qualunque considerazione dell’interpretazione emersa sia dai precedenti giurisprudenziali in materia che, addirittura, sulla specifica questione”.
Assolti anche in appello dopo 7 anni tutti e 8 gli imputati del processo sui lavori al porto di Brindisi. Intanto opere ferme e persi finanziamenti per milioni di euro. Per il giudice di primo grado, il pm Casto anziché un processo ha portato avanti "un'attività persecutoria".
La commissione d'inchiesta sulla pandemia ha nominato due consulenti simbolo dei no vax: uno sostiene che il vaccino anti Covid modifichi il Dna e sia legato ai "turbo-tumori", l'altro afferma che la vaccinazione ha aumentato la mortalità. Cosa potrebbe andare storto?
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Ciò contro gli obblighi previsti dal codice di procedura penale. Così i pm hanno impedito che sia le difese sia i giudici potessero valutare elementi “in grado di minare in radice la credibilità del ‘teste-architrave’ dell’accusa”, ossia Armanna.
Sul Foglio di oggi
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Per i giudici, i pm “hanno compiuto una selezione ragionata dei soli tasselli in grado di arricchire il mosaico accusatorio, con esclusione delle tessere dimostrative di segno contrario... Hanno utilizzato solo ciò che poteva giovare alla propria tesi, tralasciando chirurgicamente i dati nocivi"
Il tribunale di Brescia: i pm del processo Eni-Nigeria, De Pasquale e Spadaro, “hanno nascosto chirurgicamente prove favorevoli agli imputati”. Se le avessero depositate, gli accusati “sarebbero stati prosciolti già prima di andare a processo”. I 15 imputati poi sono stati tutti assolti
Le accuse nei confronti di Renzi sr. (traffico di influenze), Lotti (violazione di segreto) e gli altri indagati sono invece crollate in giudizio.
Tutti i dettagli sul Foglio di oggi ⬇️
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Il colonnello Alessandro Sessa, superiore di Scafarto, è invece stato condannato a tre mesi per omissione di denuncia: pur avendo saputo dal suo sottoposto che era stato lui a fornire notizie coperte da segreto ai giornali non denunciò il fatto.
L’indagine condotta dal pm Woodcock fu infatti caratterizzata sin dal principio dalla continua pubblicazione su alcuni quotidiani (in particolare il Fatto e la Verità) di notizie coperte da segreto.
Responsabile di questa diffusione di notizie segrete fu il maggiore dei Carabinieri Giampaolo Scafarto (condannato a un anno sei mesi), di cui è stato accertato "lo strettissimo rapporto documentato con i giornalisti Marco Lillo e Giacomo Amadori".
"Non si è trattato della diffusione di generiche e sommarie notizie, pure coperte dal segreto, bensì di una sistematica, gravissima pubblicazione di interi verbali autentici e integrali dichiarazioni raccolte durante l’indagine stessa e della diffusione di intercettazioni, ancora riservate".
Scrive il tribunale di Roma: "Il corso delle indagini sulla centrale Consip fu straordinariamente accompagnato da continue divulgazioni illecite e non consentite delle attività in corso a favore di un ampio spettro di organi di informazione…"
Ricordate lo scandalo Consip? Si è concluso con l'assoluzione di 8 imputati, tra cui Tiziano Renzi e Luca Lotti, e la condanna di due Carabinieri per la continua fuga di notizie sui giornali. Insomma, il vero scandalo Consip è stata l'inchiesta.
La giudice Zanda è nota per aver reintegrato una psicologa non in regola con l’obbligo vaccinale, sostenendo che i vaccini contro il Covid-19 “alterano il Dna” e hanno causato “migliaia di decessi”. Anni fa, inoltre, vietò l'uso del Wifi in una scuola, sostenendo che fosse pericoloso per la salute
Quanto affermato da Zanda nell'e-mail è così surreale che non ha bisogno di commento. Di certo pone seri interrogativi sulla capacità della magistrata di portare avanti l'attività giudiziaria in modo equilibrato e imparziale...
Lo scorso 1° ottobre il Csm l'ha sanzionata con la censura per essersi recata in tribunale durante la pandemia senza green pass e senza aver effettuato il tampone antigenico. Ora valuterà se “dispensarla”, cioè rimuoverla dall’ordine giudiziario, per "infermità o sopravvenuta inettitudine”
“Microchip, Satana, zombie”: il mondo della giudice no vax (che ora rischia la rimozione). Quello che segue è lo stralcio dell'e-mail - pubblicata in esclusiva sul Foglio di oggi - inviata al tribunale di Firenze nel dicembre 2021 dalla giudice Susanna Zanda, nota per le sue crociate no vax:
Peccato per loro che gli esperti, chiamati alle audizioni, stanno via via smontando queste bufale. Tutti i dettagli sul Foglio:
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I parlamentari, poi, citano continuamente il “protocollo paracetamolo e vigile attesa” imposto dal ministero della Salute (che secondo loro avrebbe contribuito a far aumentare i decessi). Ma non fu mai adottato un protocollo: si trattava di raccomandazioni, e i medici erano liberi di discostarsene.