Fotovoltaico, sì sui tetti no nei campi
A proposito di interventi green e per la difesa dell'ambiente vorrei suggerire di ricoprire i tetti della stazione e del deposito tram e di altre costruzioni simili di pannelli solari e non di tappeti verdi. E' un modo per utilizzare energia pulita e nello stesso tempo evitare che i territori agricoli ancora esistenti nei fazzoletti di verde siano devastati da impianti di agrovoltaico.
Katia Brini
Risponde Beppe Boni
La follia di installare decine e decine di pannelli fotovoltaici sui terreni agricoli per fortuna è passata di moda. O meglio le istituzioni e le associazioni agricole hanno giustamente messo uno stop quasi ovunque allo scempio dei campi ricoperti di pannelli solari. E' assurdo togliere terreno verde per installare attrezzature che possono tranquillamente essere posizionate sui tetti di case, capannoni, magazzini, edifici pubblici e via dicendo. L'ambiente è prezioso e va salvaguardato, come va tutelata l'agricoltura.
Altro discorso (positivo) invece è finanziare, come hanno fatto Comunità europea e Regione Emilia Romagna, il mantenimento di ripristini ambientali di siepi, macchia e radura e boschi nelle zone di pianura. Questo per rispondere a chi, con spirito polemico, ogni tanto si scaglia contro i sopra citati contributi dicendo che sono fatti per togliere terreno all'agricoltura. Cosa falsa. I boschi di pianura sono una risorsa e dove esistono già vanno preservati.
Poi, certo serve il giusto equilibrio per mantenere la proporzione con le aree coltivate. Per l'installazione degli impianti fotovoltaici esistono contributi anche per le piccole e medie aziende in parte legati al Pnrr. In campagna preferiamo vedere alberi e trattori al lavoro.
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