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#Intellettuali
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intellettuali e rapporti col fascismo
in due o tre corsi di letteratura, quando li tenevo prima del covid alla Upter, una parte considerevole delle introduzioni al clima sociale-politico-culturale degli anni Venti-Quaranta lo dedicavo regolarmente ai rapporti più o meno stretti di tantissimi […]

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in due o tre corsi di letteratura, quando li tenevo prima del covid alla Upter, una parte considerevole delle introduzioni al clima sociale-politico-culturale degli anni Venti-Quaranta lo dedicavo regolarmente ai rapporti più o meno stretti di tantissimi intellettuali col fascismo e con le sue strutture e istituzioni; seguendo in buona parte il lavoro che fa Romano Luperini ne _Il Novecento_ (Loescher, 1981), tutt'ora una storia letteraria imbattuta per profondità di sguardo. qualche letterato è rimasto scosso dal '37 (Spagna), qualcuno dal '38 (leggi razziali), qualcuno dall'entrata in guerra, o dall'8 settembre, o solo dalla fine della guerra. ma in sostanza l'orrore si vedeva già bene in prospettiva quasi trent'anni prima. giocoforza ho sempre dovuto rifiutare l'idea che un poeta o uno scrittore sia qualcosa di speciale o qualcuno con lo sguardo per forza particolarmente acuto. spesso è solo gente brava in italiano. una merda, per il resto. * * * differx & slowforward (_entropia gratis_) + ko-fi (_help, support!_)

indifendibili
noblogo.org/differx/in-due-o-tre-cor...

i letterati, dico
https://differx.noblogs.org/2026/02/09/indifendibili/
#kritik #TestiDiMgOnline #fascismo #fascisti #intellettuali #letterati #poeti

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probabilmente sono io insofferente, ma proprio gli intellettuali italiani non... x & slowforward (entropia gratis) + ko-fi (help, support!)...

probabilmente sono io insofferente, ma proprio gli intellettuali italiani non [...] 
continua qui → noblogo.org/differx/prob...

#Gaza #israhell #genocidio #intellettualiitaliani #intellettuali

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ho smesso di avere rispetto per…
... continua qui:
noblogo.org/differx/ho-smesso-di-ave...
differx.noblogs.org/2025/11/20/ho-smesso-di-...
#TestiDiMgOnline #CaniDelSinai #criptosionisti #editori […]

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ho smesso di avere rispetto per… … continua qui: https://noblogo.org/differx/ho-smesso-di-avere-rispetto-per-un-intellettuale-editore-con-cui-dialogavo-fino
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𝗟’𝗨𝗟𝗧𝗜𝗠𝗢 𝗖𝗜𝗡𝗜𝗖𝗢
Goffredo Fofi (forse) non ci ha bastonato a sufficienza

> rospeinfrantumi.altervista.org/lultimo-cini...

© 2025, roberto speziale, L’ultimo cinico

#goffredofofi #diogene #cinismo #lanterna #bastone #intellettuali e #ipocriti / #digitalart #illustrazione

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L’ULTIMO CINICO Goffredo Fofi | rospe in frantumi Se n’è andato l’11 luglio 2025 lo scrittore, critico e attivista Goffredo Fofi, era venerdì, aveva 88 anni, quasi tutti vissuti scandalosamente e senza clamore, Diogene di Sinope, invece, morì a 89 an...

𝗟’𝗨𝗟𝗧𝗜𝗠𝗢 𝗖𝗜𝗡𝗜𝗖𝗢
Goffredo Fofi (forse) non ci ha bastonato a sufficienza

Se n’è andato l’11 luglio 2025 Goffredo Fofi, aveva 88 anni, quasi tutti vissuti scandalosamente, Diogene, invece, morì a 89 anni.

rospeinfrantumi.altervista.org/lultimo-cini...

#goffredofofi #diogene #intellettuali #ipocriti

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Il Salone del libro, rifugio per la fragile identità degli intellettuali - metropoli.online Se le fiere non usciranno dall'autoreferenzialità rischieranno un brusco risveglio e scoprire che il settore dell’editoria è davvero in crisi

Il #Salone del #libro, rifugio per la fragile #identità degli #intellettuali

Se le #fiere non usciranno dall' #autoreferenzialità rischieranno un brusco risveglio e scoprire che il settore dell' #editoria è davvero in #crisi

www.metropoli.online/il-salone-de...

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Il nemico di #Meloni è sempre fuori: #Bruxelles, #ONG, #migranti, giornalisti, #intellettuali.

La destra populista ha capito che governare è meno importante che dominare il racconto.

E lo fa con post, video, indignazione pilotata e nemici prefabbricati.

Vota e fai Votare: #Referendum2025

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INTELLETTO, ETICA, INTEGRITA' Giuli non ha detto nulla, ha pronunciato parole giustapposte che non formano un pensiero compiuto.    Al netto della supercazzola, che sare...

Gli intellettuali rivendicati da Giuli sono davvero tali?
Al netto della supercazzola (ha detto nulla e di nulla si discute, al solito): di cosa parliamo quando parliamo di intellettuali?

pessimapersona.blogspot.com/2025/05/inte...

#Giuli #Intellettuali #Cultura #Mistificazione

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Tanto per parlare di #cultura e #intellettuali, ieri sera a #genova c’è stato il concerto del solito, #immenso, #RobertoVecchioni.
E stasera si replica con la straordinaria #FiorellaMannoia. Cultura NON fa decisamente rima con #destra.

#11maggio #TeatroCarloFelice #12maggio

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qui #FulvioAbbate attacca con veemenza benedetta la miseria dei #letterati : https://youtu.be/uJSAIBAaROU
in un commento gli suggerisco, allo stesso tempo, di sbattere la porta e di trasformarsi da membro degli "amici della domenica" a nemico della domenica.

#amicidelladomenica […]

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il silenzio degli intellettuali: articolo di roberta de monticelli sul ‘manifesto’ del 17 feb. 2025 C’è qualcosa di terribile nel silenzio con cui filosofi, giuristi, intellettuali specie accademici assistono oggi non solo alla violazione su larghissima scala, ma all’ostentato ripudio, da parte d…

il #silenzio degli #intellettuali: articolo di Roberta De Monticelli sul #manifesto del 17 feb. 2025:
slowforward.net/2025/03/02/i...

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il silenzio degli intellettuali: articolo di roberta de monticelli sul ‘manifesto’ del 17 feb. 2025 C’è qualcosa di terribile nel silenzio con cui filosofi, giuristi, intellettuali specie accademici assistono oggi non solo alla violazione su larghissima scala, ma all’ostentato ripudio, da parte di molti governi occidentali, dei principi di civiltà enunciati nelle costituzioni rigide delle democrazie e nelle Carte del costituzionalismo globale che la seconda metà del Novecento ha prodotto. A esemplificare questo assunto, non c’è che l’imbarazzo della scelta. Guerre e politiche di escalation bellica illimitata. Riarmo selvaggio nei programmi della maggior parte dei governi europei, genocidi tollerati alla luce del sole, deportazioni annunciate di interi popoli, respingimenti di massa di migranti e immigrati, detenzioni illegali, razzismo ostentato ai vertici dei governi, attacchi violenti all’indipendenza dei sistemi giudiziari nazionali e al diritto internazionale, asservimento delle politiche pubbliche a enormi concentrazioni di ricchezza privata, privatizzazione dello spazio cosmico, recesso dai pochi vincoli esistenti alla devastazione dell’ecosistema. Assistiamo del resto – come ai tempi in cui fu scritto il famoso romanzo di Camus, _La peste_ – al contagio inquietante con cui il cinismo della Realpolitik, sdoganata ai livelli di governo in alcuni stati democratici occidentali, si diffonde nella sfera dell’informazione e del dibattito pubblico; e al fenomeno complementare del silenzio, della non-partecipazione, quindi dell’apparente indifferenza che vi risponde. Ma si può tacere quando su un grande giornale nazionale di tradizione progressista si legge, a proposito del piano trumpiano di deportazione di massa della popolazione di Gaza, che si tratta di una proposta, «fuori dagli schemi», e che da parte europea sarebbe segno di «poco coraggio» non prenderla in considerazione (Molinari, Repubblica 13 febbraio)? Oltre certi limiti cinismo o silenzio e indifferenza, i sintomi più classici della «banalità del male», equivalgono a complicità nei crimini: è il fenomeno che Luigi Ferrajoli chiama «l’abbassamento dello spirito pubblico» e il «crollo del senso morale a livello di mass» (L’ostentazione della disumanità al vertice delle istituzioni e il crollo del senso morale a livello di massa, sito di Costituente Terra). La domanda che sottende questa angosciata constatazione è: c’è una corresponsabilità del dotto, dello studioso, del “filosofo” in senso lato in questo «abbassamento dello spirito pubblico»? E una risposta è: certamente. È la lettura puramente politologica che ha prevalso della democrazia, tanto diversa da quella ancora prevalente da Calamandrei al primo Bobbio, e, sul piano globale, nel pensiero che portò alla Dichiarazione Universale del ’48. Un pensiero che sta al polo opposto di quello che, a destra e a sinistra, riduce l’idealità, il vincolo etico in funzione di cui sono progettate tutte le istituzioni democratiche, a ideologia. Cioè a pura retorica di battaglia. Quel pensiero etico non si è prolungato fra gli intellettuali della guerra fredda prima, e di un atlantismo triumphans poi, ma nei documenti della perestroika e della politica dell’«Europa Casa comune» dello sconfitto Gorbaciov, assai più dei “nostri” leader consapevole della connessione inscindibile fra ordine internazionale e democrazia in ciascuno stato. E pensare che la sciagurata storia della nostra democrazia incompiuta, sempre di nuovo violentemente intimorita, avrebbe dovuto rendercene fin troppo consapevoli. A proposito di Alleanza atlantica. Giova accostare gli estremi, il grande statista sconfitto e la visionaria che de Gaulle fece confinare in uno stambugio di Londra perché non intralciasse la politica, nel ’43 – e crepasse pure d’inedia e di dolore: Simone Weil. Profetici entrambi. «Nella politica mondiale odierna non c’è compito più importante e complicato di quello di ristabilire la fiducia fra la Russia e l’Occidente», scrisse Gorbaciov (appena prima di morire). «Sappiamo bene che dopo la guerra l’americanizzazione dell’Europa è un pericolo molto grave», scrisse Simone nel suo stambugio. La perdizione dell’Oriente (non solo mediterraneo) è la perdita del passato e dello spirito. Ciò che accade oggi, e di cui siamo responsabili, è l’esito dell’avvenuta politicizzazione (ovvio, se l’idealità non è che ideologia) di ogni sfera di valori e di norme, dunque in particolare dell’etica e del diritto, una politicizzazione nel senso più arcaico e tribale di “politica”, intesa come sfera delle relazioni amico-nemico e continuazione della guerra con altri mezzi. Un’evoluzione dell’autoritarismo – più ferino e insieme indissociabile dalla tecnologia, e soprattutto radicato ormai nel potere aziendale e digitale, un completo rovesciamento del Leviatano o “stato etico” fascista, un nazismo a guida privata. Dove l’abolizione della differenza fra il vero e il falso avviene in nome della libertà di opinione e di espressione, e con la forza degli algoritmi che governano i social, per cui poi l’attacco allo straccio di stampa che resta sembra ancora quasi onesto: ti bastono perché non mi piace ciò che dici, all’antica. Intanto il re non riscrive il passato (che importa) ma i nomi sul mappamondo. E noi? Vorrei rispondere con le parole di Raji Sourani, fondatore e direttore del Centro per i diritti umani a Gaza: «Mi sarei aspettato che l’Europa ci chiedesse di rinunciare alle armi. Macché. Ci chiedeva di rinunciare al diritto». * * * ### Scopri di più da slowforward Abbonati per ricevere gli ultimi articoli inviati alla tua e-mail. Digita la tua e-mail... 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"Scorrendo la lunga lista di capi di stato, di intellettuali e di opinionisti che si sono indignati per il trattamento ricevuto da Zelensky, si fatica a trovarne qualcuno che abbia espresso sentimenti simili mentre Israele faceva a pezzi regole e principi ... -> continua qui […]

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"Sono ateo, MA": innumerevoli soggetti si descrivono e sono ritenuti " #intellettuali", ma "credono nella credenza" pur non professando una precisa #religione.

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x.com

x.com/RaiNews?t=A8...
#luciocaracciolo e #massimocacciari sono i meno qualificati ermeneuti dei nostri tempi. #intellettuali allo sbaraglio

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“non noi”, di mg, su ‘le parole e le cose’
[pronomi e coloni]

[chi siamo "noi" per parlare, quando più di 120mila voci sono annientate]

slowforward.net/2024/11/10/non-noi-di-mg...

#genocidio #gaza #intellettuali

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