9 months ago
Orsolini, più unico che raro
Riccardo Orsolini, che ha accettato di rimanere al Bologna, è un esempio per tanti, una rarità nel mondo del calcio che annebbia ragione e affetti a suon di milioni. Lui ha scelto Bologna, ha scelto i nostri colori perché sono diventati casa sua. Ha deciso di restare nonostante gli avessero offerto un’altra vita: non si è venduto, non si è fatto comprare. Un calcio d’altri tempi che mi ricorda Totti, Del Piero, Maldini e Zanetti.
Monia Forghieri
Risponde Beppe Boni
Se parliamo di bandiere del calcio dobbiamo ricordare un personaggio che ancora oggi a Bologna è un’icona sportivamente sacra: Giacomo Bulgarelli. Giacomino ha giocato a Bologna per 16 stagioni, dal 1959 al 1975, in totale, ha collezionato 486 partite ufficiali con la maglia rossoblù, ha indossato la fascia da capitano, ha vinto lo scudetto nel 1964, due Coppe Italia e una Coppa Italo-Inglese. Un grande bolognese.
Giù il cappello anche per Riccardo ‘Orso’ Orsolini che ha accettato di rimanere sotto le Due Torri con un ingaggio ridotto rispetto ad altre offerte. C’è sicuramente la gratitudine per la società e la città che lo hanno valorizzato, ma forse Orso ha anche fatto due conti. Meglio essere il primo a Bologna rispetto ad altre destinazioni con una presenza in squadra forse più incerta.
Il calcio oggi però è cambiato. Ci sono i procuratori che trattano direttamente destinazioni e ingaggi dietro percentuale, gli arabi che offrono sogni e dollari, i circuiti internazionali più aperti. I calciatori quindi sono professionisti che nella maggior parte dei casi vanno dove li porta il vento dei soldi. Comprensibile. Ma se Orso rimane a Bologna ci piace pensare che si tratti di un piccolo grande gesto d’amore.
e-mail: beppe.boni@ilrestodelcarlino.it
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