I serbatoi della crosta centrale sono sagomati in base a un valore di anomalia Vs del -30%. I volumi totali calcolati per i magmi sotto Larderello sono di circa 5000 km cubi più un guscio di poltiglia di un volume altrettanto grande che circonda la fusione. Al di sotto del sistema Piancastagnaio, i volumi sono stimati almeno come grandi. Tuttavia, la regione rientra al margine del nostro modello e dovrebbe quindi essere valutata meglio.
La rete comprende stazioni dell’INGV, della RSNI, dell’AASN e della RESIF, integrate con stazioni temporanee. I principali centri geotermici di Larderello, Radicondoli e Piancastagnaio sono indicati rispettivamente da un cerchio verde, una stella gialla e un cerchio rosa. Le linee di contorno bianche mostrano il flusso di calore della regione, che raggiunge valori estremi (fino a 1000 mW/m²) nell’area di Larderello. I cerchi bianchi indicano la distribuzione delle principali sorgenti idrotermali, mentre le linee nere rappresentano la direzione (strike) delle principali faglie regionali. La mappa inset mostra la posizione dell’area di studio all’interno dell’Italia. La linea rossa tratteggiata indica la direzione della zona di trasferimento dedotta.
Sebbene questo corpo magmatico potrebbe, in teoria, contribuire alla formazione di un supervulcano su scale temporali geologiche, al momento non rappresenta alcuna minaccia.
Scoperti enormi serbatoi di magma sotto la Toscana
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Un team dell’Università di Ginevra (UNIGE), dell’Istituto di Geoscienze e Georisorse (CNR-IGG) e dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) ha […]
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