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#martinaoppelli
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Prima di morire in Svizzera denuncia l’Asl per tortura Niente fiori, solo vestiti fucsia, alcol e musica per salutare Martina Oppelli, la donna triestina di 50 anni, da 20...

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“Tortura e rifiuto di atti d'ufficio”, perché Martina Oppelli ha denunciato l’Azienda sanitaria prima di morire La 50enne triestina, morta in Svizzera con il suicidio medicalmente assistito, ha accusato l’Asugi di averla costretta a vivere in una condizione di dolore estremo negandole la rivalutazione del suo caso per non gravare sulle casse della pubblica amministrazione

➡️ Leggi l'articolo: #MartinaOppelli #SuicidioAssistito #DirittiUmani #Tortura #SanitàPubblica

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Ogni dolore è assoluto e va rispettato. #martinaoppelli #finevita

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Fine vita, Martina Oppelli ha scelto il suicidio in Svizzera: "Fate una legge che abbia un senso"

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Politici VERGOGNATEVI e poi ascoltate questo appello di #MartinaOppelli

www.repubblica.it/cronaca/2025/07/31/video...

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Martina Oppelli morta in Svizzera, il videomessaggio prima del suicidio assistito La 50enne triestina, affetta da sclerosi multipla da oltre 20 anni, fa appello ai parlamentari: “Ogni dolore è assoluto e va rispettato. Fate una legge sensata che regoli il fine vita. E scusate il disturbo” 

➡️ Leggi l'articolo: #MartinaOppelli #SuicidioAssistito #FineVita #SclerosiMultipla #LeggeFineVita

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La vergogna senza fine di una nazione che non è in grado di promulgare una seria legge sul fine vita.

#MartinaOppelli

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Il coraggio di #MartinaOppelli ci interroga tutti. Il #finevita non può restare ostaggio di ipocrisia e opportunismo. Dopo la sentenza #Cappato, la politica doveva agire. #OpenSinistraFVG continuerà a difendere il diritto ad #autodeterminazione con fermezza e umanità www.facebook.com/photo?fbid=1...

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“Scusate il disturbo”. Vergogniamoci tutti.

#martinaoppelli

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Original post on mastodon.social

L'ignobile codardia e inadeguatezza di un #parlamento che su temi così importanti e dirimenti, che interessano veramente TUTTI, non VUOLE decidere

Lasciando nello sconforto, in solitudine e abbandono le persone che cercano solo una fine dignitosa e soprattutto rispetto per la loro condizione […]

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Questa è una lettera di #MartinaOppelli, cui non è consentito porre fine alle proprie sofferenze. Come Lei, molti, in Italia.

Mi spiace sia difficile leggerla, perché quello che esprime questa Signora è lancinante, per chi usa la propria umanità e non il bigottismo o la politica per ragionare.

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È inaccettabile il terzo diniego a #MartinaOppelli per una #mortedignitosa. Soffre senza via d’uscita, dipendente da terapie e macchinari. Serve rispetto per il suo diritto a #autodeterminazione. Firma la proposta di legge qui: www.associazionelucacoscioni.it/eutanasia-le...

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Suicidio assistito, l'appello di Martina Oppelli al Parlamento Milano, 1 lug. (askanews) - Martina Oppelli, malata di sclerosi multipla da oltre 20 anni, lo scorso 4 giugno ha ricevuto il terzo diniego da parte dell'azienda sanitaria locale ASUGI in merito alla procedura di verifica delle condizioni per accedere al suicidio medicalmente assistito: non avrebbe alcun trattamento di sostegno vitale in corso. Nonostante le sue condizioni cliniche siano in costante peggioramento e nonostante la sua completa dipendenza da una assistenza continuativa e da presidi medici (farmaci e macchina della tosse), la commissione medica ha nuovamente escluso la sussistenza del trattamento di sostegno vitale, necessario per poter accedere legalmente alla morte volontaria assistita in Italia, sulla base della sentenza 242/2019 della Corte costituzionale. Per questo motivo, lo scorso 19 giugno Martina Oppelli, assistita dal team legale coordinato da Filomena Gallo, avvocata e Segretaria nazionale dell'Associazione Luca Coscioni e coordinatrice del collegio legale di Martina Oppelli, ha presentato un'opposizione al diniego, accompagnata da una diffida e messa in mora nei confronti dell'azienda sanitaria. Alla diffida, che invitava ASUGI a riesaminare la posizione di Martina Oppelli alla luce delle indicazioni fornite dalla Corte Costituzionale, l'azienda sanitaria ha risposto che sarà "immediatamente avviata una nuova procedura di valutazione" di Martina Oppelli da parte della commissione medica. "Ammetto di non aver considerato di essere obbligata a subire l'ennesima insostenibile estate. Eppure, ho tutti i requisiti previsti dalla norma e dalle sentenze a ora presenti in Italia per poter usufruire di questo diritto. Un diritto al quale avrei preferito non dovermi mai appellare io, quella della resistenza a oltranza con un po' di esuberanza. Io che, come altre creature con diagnosi nefaste, adoro la vita fino a succhiarne anche l'ultima goccia di linfa vitale. Ciò che mi rimane è solo una grande stanchezza e lo sconforto per aver creduto nel senso civico di uno Stato laico che dovrebbe concedere al cittadino consapevole, autodeterminato, allo stremo delle proprie forze, di porre fine a una sofferenza per la quale nessuno è in grado di proporre soluzioni plausibili che io non abbia già sperimentato. Probabilmente saranno altri a poterne usufruire, a poterne gioire. E io, chissà, dovrò intraprendere un ultimo faticosissimo viaggio verso un paese non troppo lontano che ha già recepito la supplica di compassione di chi è stato condannato a soffrire a oltranza", ha dichiarato Martina Oppelli. "Con questo terzo diniego, ASUGI dimostra di avere una posizione immotivatamente ostruzionistica nella valutazione delle condizioni di Martina Oppelli, che contrasta apertamente con la giurisprudenza costituzionale. Oppelli vive una condizione di totale dipendenza da caregiver per lo svolgimento di ogni singola attività quotidiana, comprese le funzioni biologiche primarie, utilizza quotidianamente la macchina della tosse per evitare il soffocamento ed è sottoposta a una terapia farmacologica con innegabile funzione salvavita. Secondo la sentenza della Corte Costituzionale 135 del 2024, questi sono presidi che costituiscono 'trattamenti di sostegno vitale' perché 'la loro sospensione determinerebbe la morte del paziente in un breve lasso di tempo'. ASUGI, ignorando tutto ciò, sta infliggendo a Martina un trattamento che si traduce in tortura", ha dichiarato Filomena Gallo. Intanto, è partita la raccolta firme promossa dall'Associazione Luca Coscioni per la legge di iniziativa popolare sul fine vita. L'obiettivo è quello di raccogliere 50mila firme entro il 15 luglio per poi approdare con la legge in Senato il 17 luglio, data in cui inizierà la discussione del testo proposto dalla maggioranza di governo. La proposta di legge dell'Associazione punta a legalizzare tutte le scelte di fine vita, inclusa l'eutanasia, con il pieno coinvolgimento del Servizio sanitario nazionale, dando tempi certi ai malati.

➡️ Leggi l'articolo: #SuicidioAssistito #DirittoAllaMorte #MartinaOppelli #SclerosiMultipla #ParlamentoItaliano

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Il Tribunale di Trieste rigetta la richiesta di Martina Oppelli per il suicidio assistito Lo rende noto l’Associazione Luca Coscioni: “Secondo i medici e il Tribunale, Martina non dipende da trattamenti di sostegno vitale quindi non ha diritto ad accedere al suicidio assistito”

“Il morire è l'ultima speranza” diceva #Sciascia. Oggi vale per #MartinaOppelli in #FVG. La #politica ignava nega ancora una legge sul #suicidioassistito. #OpenSinistraFVG con #LucaCoscioni per una scelta libera e dignitosa www.facebook.com/photo/?fbid=...

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