8 months ago
Laurea ed evaso. L’errore serva da lezione
Nel bel Paese succede anche che a un detenuto venga concesso di andare in ateneo da solo. È accaduto con Andrea Cavallari, uno della banda dello spray che causò la tragedia della discoteca Lanterna Azzurra. Ovviamente è sparito perché doveva scontare altri anni nel carcere della Dozza a Bologna. Rimuoviamo subito chi ha sbagliato per rispetto alla memoria di quanti anche a causa di Cavallari non hanno più futuro.
Augusto Bertocchi
Risponde Beppe Boni
Lo scellerato Andrea Cavallari ha ingannato tutti. Un perfetto falsario. La Giustizia lo ha condannato a 11 anni e 8 mesi per aver fatto parte della banda dello spray che causò il panico e la fuga in massa nella discoteca di Corinaldo con diverse vittime uccise nella calca. Lo spray serviva non per fare uno scherzo ma per rubare collane e orologi. Un delinquente. Il giovanotto, 26 anni, si è comportato bene in carcere, si è laureato e il giorno della proclamazione ha ottenuto un permesso speciale. Senza scorta. Un errore. Con personaggi del genere non c’è mai da fidarsi. Comprensibile il permesso per la laurea, ma farlo controllare da un paio di agenti della polizia penitenziaria non sarebbe stato un sopruso, né una scelta repressiva. Ovviamente il caso è finito anche in un dossier del Ministero della Giustizia e il ministro Carlo Nordio ha annunciato che sull’evasione di Cavallari è stata avviata un’istruttoria. Giusto. Ma al di là del fatto che l’indagine del Ministero individui responsabilità da parte dell’Ufficio di sorveglianza del Tribunale, speriamo almeno che questa vicenda abbia insegnato qualcosa. E cioè che a volte servono prudenza e maggiore controllo nel concedere permessi. Aggiungere una scorta per qualche ora non costa granché. Se non altro per rispetto di chi, per colpa di uno sconsiderato, ha perso la vita.
e-mail: beppe.boni@ilrestodelcarlino.it
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