cientoparole – onirigrafia
viaggia nel cinema come premio delle carte da gioco e si trova quindi a essere profondamente onirico. persegue le inquadrature come dieta mentale e viene spesso dissolto ma non in modo incrociato, bensì a chiasmo. diventa pellicola, viene tagliato, montato, anche colorato. è vintage e se ne compiace, se ne gloria. le glorie sono sempre del passato. usa questa abilità per saltare le interrogazioni per schivare le persone per strada che chiedono firme contro la droga. nessuno ha mai creduto che una firma possa fermare la droga, nemmeno la droga stessa. nessuno ha mai ceduto al potere magico delle parole.
_Francesco Scapecchi_
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