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DUCHAMP - Marcel Duchamp, Neuf [Six] Moules Mâlic, 1914-15 Marcel Duchamp, Neuf [Six] Moules Mâlic, 1914-15, Huile, fil de plomb sur verre (fêlé en 1916), monté entre deux plaques de verre, 66 x 101,2 [66] cm, Centre Pompidou, Paris Altro titolo - Another ti...

Marcel Duchamp, Neuf Moules Mâlic

flic.kr/p/2rZjHyk
#patriarcato #corazziere #gendarme #lacchè #fattorino #cacciatore #prete #impresariodipompefunebri #poliziotto #capostazione #prigionieri #uniformi
##dada #surrealism #newdada #popart #conceptualart #citationism #appropriationart #fakeart #fuckart

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La PAI lasciava l’Africa Il 1° giugno 1940, alla vigilia della guerra, la PAI [Polizia dell’Africa italiana], non potendo rinforzarsi con elementi nazionali, fece ricorso agli ausiliari. La situazione si inasprì con l’inizio del conflitto allorché fu praticamente impossibile ricevere rinforzi e la PAI dovette arrangiarsi con il personale, nazionale e non, che aveva a disposizione. L’ultimo dei battaglioni PAI che lasciò Tivoli alla volta della Libia, il «Romolo Gessi», fu «un’unità combattente mobilissima», formata da motociclette e autoblindo che percorsero in lungo e largo la litoranea che collega l’Egitto alla Tunisia. Questo battaglione non solo svolse compiti di perlustrazione, ma si prodigò nella tutela dell’esodo dei coloni dalla Cirenaica <371. Se per fronteggiare la guerriglia la PAI poteva utilizzare gli indigeni, il controllo della corrispondenza richiedeva invece l’intervento di ufficiali in grado di tradurre le lettere che i prigionieri inglesi e gli alleati tedeschi inviavano <372. Parte del personale delle Questure e degli uffici Commissariali fu destinato, unitamente agli indigeni arruolati per l’occasione, alla formazione di nuovi reparti che vennero disseminati nell’Africa Italiana combattendo su diversi fronti <373. L’elevata motorizzazione della PAI le attribuì un ruolo fondamentale nel corso delle operazioni militari contro la Somalia britannica, riuscendo a conquistare Berbera il 19 agosto 1940 ove vi rimase fino all’11 marzo 1941 <374. I reparti PAI seppero gestire sapientemente l’ordine pubblico, evitando il saccheggio degli edifici del Governo. Successivamente, a seguito dell’offensiva inglese, furono consegnate loro le città di Merca e di Mogadiscio per evitare che la resistenza al loro interno provocasse danni alla popolazione. La PAI fu mantenuta in servizio dagli inglesi e la loro caserma considerata «out of borders». Tuttavia, con la caduta di Addis Abeba e l’Eritrea, questa «cooperazione» con gli inglesi finì e il personale della PAI finì nei campi di prigionia <375. Nel 1941 gli inglesi offrirono al Governo italiano la possibilità di far rimpatriare in Italia donne, bambini, anziani e ammalati che si trovavano ristretti nei campi di prigionia. Il Ministero dell’Africa Italiana, pur ritenendo che le popolazioni locali avrebbero letto quell’esodo di massa come l’abbandono da parte degli italiani della sovranità su quei territori, con conseguenti contraccolpi in ambito politico e di prestigio, acconsentì. Per l’occorrenza, furono approntate due grandi motonavi – il Vulcania e il Saturnia – e due grossi piroscafi, il Carlo Duilio e il Giulio Cesare che, partite dall’Italia, dopo aver imbarcato la scorta armata inglese a Gibilterra, circumnavigarono l’Africa <376, giungendo a Bérbera, nella Somalia britannica, dove imbarcarono il primo gruppo di profughi. Le navi destinate al rimpatrio degli italiani, erano bianche e viaggiavano con le luci accese <377. Il personale della PAI fu incaricato di tenere i contatti con la scorta armata inglese e di selezionare e identificare quanti, di volta in volta, avrebbero preso posto sulle navi. Altro personale di polizia garantì la sicurezza a bordo, trattandosi di un numero elevato di profughi. Il Vulcania e il Saturnia attraccarono a Napoli, portando i connazionali diretti verso il sud Italia mentre il Caio Duilio e il Giulio Cesare attraccarono a Livorno e a Genova, portando quanti avrebbero proseguito il loro viaggio verso il nord e il centro Italia. Una volta che i mezzi navali attraccarono nei porti, il personale della PAI si occupò di smistare gli occupanti provvedendo alla scorta dei treni che li avrebbero condotti a destinazione <378. Il 13 agosto 1943 le navi attraccarono nel porto di Napoli nel momento in cui la città era bombardata. La sorte non fu diversa per quanti, sbarcati a Bari e fatti salire sul convoglio ferroviario che li portava a Roma, trovarono la morte a causa delle bombe esplose sul locomotore o perché colpiti dai proiettili sparati delle mitragliatrici inglesi contro i vagoni. Le guardie della PAI si prodigarono nel soccorso dei feriti, rimanendo a bordo del treno, a difesa degli ammalati e dei valori trasportati, anche dopo il fuggi-fuggi di quanti cercavano di salvarsi <379. “E’ un destino tragico quello di molte donne e bambini dell’Africa Orientale, che hanno compiuto un lungo viaggio per mare, il morire a Roma quando le loro traversie sembrano finite”. <380 Per garantire la riuscita di quest’opera e la sicurezza dei 27.000 profughi durante i tre viaggi, la PAI impiegò oltre cento militari <381. Se oggi conosciamo quanto accadde nell’AOI, lo dobbiamo ai rapporti sistematicamente inviati dalle Questure ai due Ispettorati Generali di Addis Abeba e Tripoli. Si trattava di rapporti, privi di parole ridondanti, che, nel riferire in modo asettico la situazione nelle città, non lesinavano il disappunto nel vedere le truppe italiane mentre, disordinate, affamate, spesso prive di ufficiali, davano un’immagine indecorosa di sé alle popolazioni locali. L’Ispettore Generale della PAI Gazzòla, in una nota inviata al Generale Maraffa, scriveva del malumore che serpeggiava tra i militari per il «mancato avvicendamento» e per le «rare licenze», ma sottolineava anche la scarsa preparazione di molti ufficiali richiamati e la sfiducia delle truppe verso i propri Comandanti che sovrastavano con atti di eroismo individuali e collettivi <382. Il servizio di censura della corrispondenza, svolto dall’Ispettorato Generale della PAI di Tripoli, evidenziava i motivi di lagnanza delle truppe, la stanchezza fisica e morale dei più, a causa dell’assenza di avvicendamento, dei mancati sussidi alle famiglie, il disservizio postale, in contrasto con la disposizione di Mussolini che prescriveva la consegna della posta ai combattenti entro 48-72 ore. Proprio il disservizio postale era motivo di apprensione per i militari per i quali la corrispondenza era l’unico legame con le proprie famiglie vista l’impossibilità di poter fruire di licenze. Ma detto servizio di censura evidenziava al contempo lo spirito di corpo e l’attaccamento al proprio dovere di quanti, appena ventenni, nella Folgore o tra i bersaglieri, si dicevano pronti al sacrificio o, ancora, di quanti esternavano disprezzo verso gli «imboscati», rimasti a casa. Altro motivo di lagnanza che la PAI trascriveva nei consueti rapporti, era la lentezza con cui i vaglia venivano consegnati alle famiglie generando preoccupazione in quanti sapevano delle difficoltà economiche in cui versavano i propri cari <383. [NOTE] 371 R. GIRLANDO, op. cit., pp. 341, 342. 372 P. CROCIANI, op. cit., pp. 87, 102, 88. 373 Ivi, pp. 89-91. 374 Ivi, pp. 91, 93, 94. 375 Ivi, pp.94, 95. 376 N. LABANCA, op. cit., p. 214 Le autorità italiane chiesero inutilmente di poter far transitare le «navi bianche» attraverso il Canale di Suez. 377 R. GIRLANDO, op. cit., pp. 461, 462 Il primo viaggio, con partenza da Genova e Trieste, avvenne il 1 aprile 1941, il secondo, con partenza da Genova, il 21 ottobre 1942 ed infine il terzo, con partenza da Trieste, il 20 maggio 1943 Ivi, pp. 462-464. 378 R. GIRLANDO, op. cit., p. 464. 379 Ivi, p. 465. 380 Ibidem. 381 Ibidem. 382 Ivi, p. 347. **Maria Antonietta Pisano** , _Il percorso storico della polizia in Italia. Dal periodo fascista alla legge 121/1981_ , Tesi di laurea, Università degli Studi di Pisa, Anno Accademico 2021-2022 ### Condividi: * Condividi su X (Si apre in una nuova finestra) X * Condividi su Facebook (Si apre in una nuova finestra) Facebook * Condividi su Reddit (Si apre in una nuova finestra) Reddit * Condividi su Pinterest (Si apre in una nuova finestra) Pinterest * Condividi su Pocket (Si apre in una nuova finestra) Pocket * Invia un link a un amico via e-mail (Si apre in una nuova finestra) E-mail * Condividi su LinkedIn (Si apre in una nuova finestra) LinkedIn * Stampa (Si apre in una nuova finestra) Stampa * Condividi su WhatsApp (Si apre in una nuova finestra) WhatsApp * Condividi su Tumblr (Si apre in una nuova finestra) Tumblr * Condividi su Threads (Si apre in una nuova finestra) Threads * Condividi su Mastodon (Si apre in una nuova finestra) Mastodon * Condividi su Bluesky (Si apre in una nuova finestra) Bluesky * Condividi su Telegram (Si apre in una nuova finestra) Telegram * Mi piace Caricamento...

La PAI lasciava l'Africa condamina.wordpress.com/2026/02/05/la-pai-lascia... #1940, #1941, #1942, #1943, #Africa, #Ausiliari, #Eritrea, #Etiopia, #Guerra, #Inglesi, #Italia, #Italiana, #Libia, #MariaAntoniettaPisano, #PAI, #Polizia, #Prigionieri, #Rimpatrio, #Somalia

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Venezuela, Tajani “Al lavoro per la liberazione di tutti i prigionieri italiani” ROMA (ITALPRESS) – “Stiamo lavorando perché possano essere liberati tutti”. Lo ha detto il ministro degli Esteri Antonio Tajani, rispondendo a una domanda sulla liberazione dei prigionieri italiani in Venezuela. &#...

Venezuela, Tajani “Al lavoro per la liberazione di tutti i prigionieri italiani” ... LEGGI TUTTO #Venezuela #Liberazione #Prigionieri #AntonioTajani #Diplomazia

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La Cecenia di Kadyrov e la guerra in Ucraina - Osservatorio Balcani Caucaso Transeuropa Impegno militare, propaganda e gestione dei prigionieri consolidano l’immagine della Cecenia di Kadyrov come tassello importante del sistema bellico russo rispetto all’invasione dell’Ucraina. Il leade...

Per @balcanicaucaso.org

#ucraina #ucrainalibera #invasione #russia #aggressionerussa #kadyrov #cecenia #pace #diritti #prigionieri #pow #sanzioni #kyiv #mosca #russiaisaterroriststate

www.balcanicaucaso.org/cp_article/l...

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Ucraina, Kiev annuncia nuovo scambio prigionieri con Mosca (Adnkronos) - Kiev annuncia un nuovo scambio di prigionieri con la Russia. 1.200 per parte. "Su ordine del presidente ucraino, ho recentemente mantenuto i contatti con la mediazione di Turchia e negli Emirati Arabi Uniti per la ripresa ...

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Original post on mastodon.uno

storie di ordinario #sionismo : #violenze sessu4li su #prigionieri #palestinesi
https://www.instagram.com/p/DQ7C2JqDER_/

(cliccate, scorrete e leggete TUTTA la sequenza)

(n.b.: queste testimonianze non sono assolutamente né le prime né le uniche)

#Gaza #Cisgiordania #Palestina #israhell […]

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Hamas consegna altri corpi a Israele, "torture" sui palestinesi uccisi Continuano le consegne di spoglie tra Israele e Hamas. Medici di Gaza indicano che sui corpi dei palestinesi liberati sono presenti "segni di maltrattamenti e torture"

La “ #democrazia” israeliana che #tortura i #prigionieri.

#assassini #genocidio #freepalestine #gaza #israHELL

it.euronews.com/2025/10/16/i...

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La cupa leggenda di Abashiri, carcere costruito sui gelidi confini del Giappone settentrionale - Il blog di Jacopo Ranieri Con il repentino ingresso del Giappone nell’epoca moderna, successivamente all’apertura forzata dalle navi nere del Commodoro Perry a partire dal 1853 e la conseguente serie di sconvolgimenti sociali,...

La cupa leggenda di Abashiri, carcere costruito sui gelidi confini del Giappone settentrionale
www.jacoporanieri.com/blog/?p=43179

#luoghi #strutture #storia #meiji #giappone #oriente #asia #prigionieri #guardie #architettura #panopticon #musei #visite #viaggi #puntidiriferimento #dalmondo

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Il #7ottobre si ricorda la #ribellione dei #prigionieri di #auschwitz, stroncata nel sangue.
Auschwitz come #gaza. Chi viene rinchiuso in un #CampoDiConcentramento ha il sacrosanto #diritto di provare a ribellarsi.

#storia #nazismo @ec.europa.eu @europarl.europa.eu @amnesty.org

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#nonsiamo #liberi #siamo #prigionieri #umaniinbottiglia

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Il rientro dei prigionieri ucraini rilasciati fra lacrime e bandiere Kiev, 23 lug. (askanews) - Il presidente ucraino Zelensky ha pubblicato le immagini del rientro in Ucraina dei soldati prigionieri in Russia, rilasciati secondo quanto stabilito dagli accordi di Istanbul, fra Kiev e Mosca. "Tornano a casa difensori gravemente malati e gravemente feriti", ha scritto Zelensky sui social nel testo che accompagna le immagini dei soldati che scendono dal pullman, mentre decine di persone li aspettano sventolando le bandiere ucraine. "Cara, ci credi? Sono a casa, per 3 anni e mezzo sono stato... Non so neanche dove ero", dice uno dei prigionieri rilasciati parlando al telefono con la moglie in lacrime appena sceso dall'autobus. Zelensky ha spiegato che i soldati rientrati hanno difeso l'Ucraina in diversi settori del fronte e che un numero significativo è stato prigioniero per più di tre anni. "È importante che gli scambi continuino e che i nostri tornino a casa. Grazie a tutti coloro che continuano questo lavoro così importante. Riportare tutti i nostri è una priorità per lo Stato. E continueremo tutti gli sforzi affinché tutte le nostre persone tornino dalla prigionia", ha aggiunto.

➡️ Leggi l'articolo: #Ucraina #Prigionieri #Zelensky #Rientro #Lacrime

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Medinsky, deciso scambio di 1.200 prigionieri per parte con Kiev Ai negoziati di Istanbul tra Russia e Ucraina

➡️ Leggi l'articolo: #Medinsky #prigionieri #Russia #Ucraina #negoziati

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Zelensky, Mosca ci ha mandato corpi russi invece di ucraini Nello scambio di prigionieri della scorsa settimana

➡️ Leggi l'articolo: #Zelensky #Mosca #Ucraina #Prigionieri #Guerra

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#Russia e #Ucraina annunciano di aver concluso un nuovo scambio di #prigionieri di guerra.

Per il momento nessuno dei due Paesi ha specificato quanti soldati sono stati rilasciati.

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Russia, Orlov: "Contro detenuti per terrorismo o ucraini in atto torture sistematiche" (Adnkronos) - La tortura nelle carceri in Russia sta diventando sistematica. Ne sono vittima tutti i prigionieri di guerra ucraini contro cui vengono anche aperti casi penali, i prigionieri politici ucraini e tutti i prigionieri politic...

TI POTREBBE INTERESSARE: Russia, Orlov: "Contro detenuti per terrorismo o ucraini in atto torture sistematiche" ... LEGGI TUTTO #Russia #Tortura #DirittiUmani #Ucraina #Prigionieri

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Myanmar: la giunta militare annuncia l'amnistia per 5.000 prigionieri La giunta del Myanmar rilascerà 4.893 prigionieri per il Capodanno, ma i prigionieri politici di alto profilo restano in carcere.

➡️ Leggi l'articolo: #Myanmar #GiuntaMilitare #Amnistia #Prigionieri #DirittiUmani

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Georgia, una Piattaforma per la resistenza In Georgia, durante le celebrazioni del 34° anniversario dell’indipendenza, la presidente Zourabichvili ha lanciato una piattaforma per la resistenza con l’intento di unire tutti i partiti pro europei...

Per Osservatorio Balcani e Caucaso #georgia #libertà #prigionieri #indipendenza #resistenza #unità #unitànazionale #georgiaprotests #terroringeorgia #zurabishvili #zourabichvili #opposizione #proteste #manifestazione #aprile #urss #tbilisi #caucaso #germania

www.balcanicaucaso.org/aree/Georgia...

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Un disegno raffigura una caricatura di un uomo con capelli biondi e un'espressione seria. Indossa un abito azzurro con una cravatta rossa. Sopra l'immagine c'è un testo che dice: "..e ricordatevi che nella guerra dei dazi non si fanno prigionieri!"

Un disegno raffigura una caricatura di un uomo con capelli biondi e un'espressione seria. Indossa un abito azzurro con una cravatta rossa. Sopra l'immagine c'è un testo che dice: "..e ricordatevi che nella guerra dei dazi non si fanno prigionieri!"

#dazi #guerra #war #prigionieri #tramp #pareridiparte #radiobasemn

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Trump sfida la magistratura: 17 prigionieri inviati in Salvador nonostante il divieto L'amministrazione Trump ignora la corte d'appello e invia prigionieri in Salvador. Video di Bukele mostra gli arrivi.

➡️ Leggi l'articolo: #Trump #Giustizia #Salvador #Prigionieri #AmministrazioneTrump

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Prigionieri Ucraini e le torture - Boomerblog.it Prigionieri Ucraini e le torture. Le notizie provenienti dall'Ucraina sono costantemente gravi e inquietanti.

www.boomerblog.it/2025/02/12/p...

#Ucraina #prigionieri #ukrainian #ukrainianarmy

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#guerra #distruzione #massacri #Gaza #Israele #ostaggi #prigionieri #tregua
E' tutto umano.
Te lo ricordi l'abbraccio?
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9. Attacco a #prigionieri di guerra: Uccisione, tortura o trattamento inumano di prigionieri di guerra, compreso il rifiuto di garantire loro un processo equo.

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