Gli astronomi che utilizzano il W. M. Keck Observatory sull’isola di Hawaii hanno confermato una relazione a lungo prevista tra massa planetaria e rotazione. Misurando i tassi di rotazione di un ampio campione di pianeti extrasolari osservati direttamente e di compagni più massicci come le nane brune, i ricercatori hanno scoperto che i pianeti giganti gassosi ruotano più velocemente rispetto a oggetti più massicci, se si tiene conto di massa, dimensioni ed età. Il risultato conferma una previsione teorica di lunga data e rappresenta il più ampio studio finora condotto sulle misure di rotazione per compagni osservati direttamente. «La rotazione è una sorta di “fossile” che conserva tracce di come un pianeta si è formato», ha affermato Dino Chih-Chun Hsu, autore principale e ricercatore presso la Northwestern University. «Misurando la velocità di rotazione di questi mondi, possiamo iniziare a ricostruire i processi fisici che li hanno modellati decine o centinaia di milioni di anni fa».
Una nuova prospettiva sulla formazione dei pianeti
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La più ampia indagine mai condotta sulle rotazioni degli esopianeti conferma la relazione, da tempo prevista, tra la massa planetaria e la rotazione […]
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