8 months ago
Alluvione, casa inagibile. Nessuno paga
Il sindaco che spende 120mila euro di piante in piazza Maggiore forse dimentica che il 19 ottobre, per incuria degli enti pubblici, il Ravone ha fatto macelli.
Mio figlio da allora è sfollato, ha casa inagibile e con 150mila euro di danni. Dopo 9 mesi nemmeno un euro di aiuti. Subito dopo l’esondazione, a me che stavo spalando il fango, Lepore promise: “Ci faremo carico noi di questo disastro”. Quando, a babbo morto?
Guido Nigrisoli
Risponde Beppe Boni
Se è vero il racconto di chi lamenta di aver avuto inutili assicurazioni da parte del Comune per i danni di una casa resa inagibile dall’alluvione, davvero c’è qualcosa che non funziona nel meccanismo dei risarcimenti. Sull’esondazione del torrente Ravone, la prevenzione del Comune di Bologna è mancata ed è successo il disastro, pur in presenza di un evento eccezionale. Non è pensabile però che una persona, se ha seguito la corretta procedura, possa anticipare 150mila euro per ristrutturare l’abitazione, in attesa dei risarcimenti. Dopo nove mesi e passa è moralmente inaccettabile. E forse non è nemmeno l’unico caso.
A chi tocca intervenire? Qualcuno si dia da fare, altro che alberelli in piazza. Palazzo d’Accursio ora deve anche fronteggiare un’altra grana: l’ordinanza del Tribunale di Bologna che dispone risarcimenti per ipotetici "danni temuti". Il Comune ha annunciato che presenterà ricorso. La Regione Emilia-Romagna in sinergia con la struttura commissariale di Governo sta lavorando per mettere in sicurezza molti luoghi ancora a rischio e diversi interventi sono già conclusi. Però non è possibile che una persona dopo nove mesi non abbia ricevuto un solo euro per poter ristrutturare la casa inagibile dopo il disastro. Se le cose stanno così qualcuno si svegli.
email: beppe.boni@ilrestodelcarlino.it
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